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mercoledì 30 agosto 2017

VALTOURNENCHE & CERVINIA SEMPRE INSIEME

Un unico Comune raggruppa due località valdostane nella Valle dominata dal Suo Re, il Cervino.  Siamo a Valtournenche e a Cervinia dai 1500 ai 2050 metri sul livello del mare. Tutto attorno regna la pace, la serenità, l’armonia come in una favola. Montagne incantate, fiori, ruscelli, riflessi magici nell’acqua del Lago Blu, due località magnificamente amministrate in perfetto ordine che meritano di essere conosciute in tutto il mondo.  Anche se l’inverno è (in teoria) lungo non mancano scorci suggestivi dagli impianti delle Cime Bianche appena sopra Valtournenche con lo scenario della Grande Muraille che separa la Valtournenche stessa dalla Valpelline. 




















La Dent d’Herens è la vetta predominante.



La candida neve permette di trascorrere agli appassionati di sci giornate fantastiche sulle piste e ispira gli amanti della fotografia che possono immortalare le maestose Cime da numerose angolazioni. Da questa location è possibile ammirare dall’alto la piccola frazione Maen, dialettalmente nota come Lo Coer de Votornen (Il cuore di Valtournenche) dove si trova un piccolo ma bellissimo lago che all’arrivo del primo disgelo inizia a variare la tonalità dell’acqua dall’azzurro al verde smeraldo.




















Il Sole scalda non solo il paesaggio circostante ma anche il proprio cuore pieno di gioia






















e l’anima trova finalmente la sua pace ed è proprio al ritorno della primavera e dell’estate che Madre Natura ci colma dei Suoi più preziosi doni: i colori. L’azzurro del Lago Blu appena arrivati a Cervinia laddove il Cervino si riflette nelle sue più romantiche sfumature, 























le meravigliose fioriere allestite con cura dagli amministratori comunali in primo piano fanno da cornice alla Gran Becca, alla Muraglia e alla cresta Furggen da svariati angoli della conca del Breuil. 


























Le marmotte si risvegliano e si scambiano tenerezze solo come gli animali sanno fare, si può passeggiare tra i sentieri anche a cavallo e rilassarsi tra i prati del maneggio ristorante Alpage 






























anche se a volte il clima cambia repentinamente ed è probabile degustare una fetta di anguria in pieno agosto con la neve tutto attorno!! 





















Per non parlare poi della magia dell'autunno e del suo splendido arancione. 






Non ci stanchiamo mai di guardare il cielo dall’aurora al tramonto, un canto d’amore come dice una melodia religiosa locale, quelle nuvole così originali, a volte a parabola cartesiana, sembrano fin sorridere, 















































quel paesaggio mattutino al calar della Luna fino all’ultimo suo spicchio così incredibile così fantastico fino alla notte stellata con l’Orsa Maggiore e gli astri sopra al Cervino. Dolce notte senza le tenebre, i sogni sono quelli più belli, più romantici. Quanto commuove Madre Natura in questo piccolo Paradiso. 



























Ed é proprio nel piccolo che nascono le cose più belle e grandi, in tutta umiltà e semplicità, quelle doti del Sindaco e della Sua Giunta che non  fanno mai sfoggio della loro autorità, ma che ascoltano e accolgono tutti residenti o meno facendo sentir parte viva della comunità, delle tradizioni locali. 




















Come dice il loro motto, sempre insieme, sempre più belle le due località unite come nel mio collage anzi todzor enseumblo alla patois, alla Votornentse!! 



venerdì 23 giugno 2017

IN VISITA A.... GAM TORINO

Torino, maggio 2017

Cari amici,

prosegue la raccolta fotografica nei vari musei italiani grazie al decreto del 2014 che permette di scattare foto senza flash alle principali collezioni permanenti (unica cosa giusta del PD da quando è al governo). Oggi vi parlerò della Galleria di Arte Moderna di Torino meglio nota come GAM che contiene interessanti opere pittoriche e scultoree del 1800 1900. Vi stupirà sicuramente questa collezione in quanto il Museo tende a rinnovarsi continuamente per "spiazzare" positivamente i visitatori; non troverete infatti i classici Chagall, Picasso, Kandinsky ma avrete a che fare con artisti misteriosi, originali, enigmatici che, per le persone come me che in ogni caso amano questo genere, possono offrire spunti per apprendere e apprezzare stili nuovi. Per questo motivo ho deciso dunque di raccontarvi il percorso partendo dalla complessità fino alla semplicità dei quadri esposti. Iniziamo dunque dalle composizioni intitolate con codici come Composizione T50 di Hartung. Il numero rappresenta l'anno di nascita del pittore, i colori spinti (predominanti azzurro e marrone) entrano in collisione, a zig zag come a rappresentare una saetta e il graffio di un gatto. 


Il ritmo e la ripetizione si notano anche in Labirinto, opera di Carla Accardi caratterizzata da segni in bianco e nero


Nell'opera Superficie 141 di Capogrossi i segni invece sono costituiti da elementi probabilmente forconi, ganci, pettini disposti secondo un ordine ben definito in uno stile simile a quello di Mondrian seppur più ricco, che può ispirare fantasia, trasmettere calma ma anche esasperazione. 



Di Capogrossi anche la Superificie 213 che ha lo stesso significato della superficie sopra descritta seppur con un giallo predominante, colore presente anche in Veronesi nella Composizione 6 caratterizzata dal dinamismo delle linee




Enigmatici sono pure i segni delineati da Tilson, stile Pop Art nel suo Spin Disc

Per gli amanti della pittura del 1800 spiccano sicuramente Hayez come al museo del 900 di milano e alla Galleria dell'Accademia di Venezia con il ritratto dell'amante malata Carolina Zucchi, figlia del ragioner Zucchi che accoglieva nella propria casa artisti tra cui Donizetti e Bellini. Nonostante la malattia, la donna viene dipinta con uno sguardo lievemente sorridente.


Non è il bacio di Hayez qui che troverete ma il bacio di Picabia che raffigura due figure brutte a simboleggiare la Società e l'Industria di quel tempo. La donna bacia appassionatamente l'uomo che sembra appagato.

La pittura del 1800 esposta alla GAM presenta opere naturalistiche quali lo spettacolo della natura perturbata dal temporale di Camino


le scogliere di Portovenere di Corsi di Bonasco di ispirazione fiamminga, pittore che prediligeva i paesaggi marini tempestosi


la Processione mattinale fra gli Ulivi a Sanremo di Falchetti, un paesaggio animato che fa pensare al puntinismo se notiamo attentamente i puntini raffigurati sull'albero


Uno stile fluido, commovente, basato sul chiaroscuro a richiamare talvolta la pittura di Turner e Constable è presente nel pittore Fontanesi con atmosfere romantiche e ricche di malinconia e sensibilità come riportato in ordine qui sotto in "Novembre", "Aprile", "Due alberi", "Luminoso" e "Palude"







un pò come nel pittore biellese Delleani nel "Molo" anche se in questo caso i colori appaiono leggermente più brillanti


Di fine 800 il "Ritratto del figlio Pierre" di Renoir sul tema della maternità, il dipingere la vita con luce e colore, icona centrale dell'artista francese, uno dei massimi esponenti dell'Impressionismo


Colpisce molto la luce e l'ombra nella "Deposizione di Papa Silverio" dove il pontefice subisce l'umiliazione della sconfitta, l'angoscia, lo scherno e il tormento, temi ricorrenti anche nell'"Immagine del Tempo 2" di Vedova, in Appel "La Testa del Sole"e nel nero di "Humbaba" di Kiefer ispirato ad una divinità assiro-babilonese. Lo stile di Vedova qui a Torino a mio giudizio è comunque meno misterioso e angosciante di quello presentato al Magazzino del Sale - Punta della Dogana a Venezia.





Temi più tranquilli ispirati alla vita in città seppur con una pittura vibrante sono proposti da Junck in "A teatro" su consiglio dell'amico Cremona autore del quadro "L'Edera"maggiore interprete della scapigliatura. L'edera simboleggia la passione dettata dall'abbraccio delle due persone raffigurate. Junck stesso viene raffigurato proprio da Cremona. 




Il nero oscuro è originale nell'opera del 1959 "Paesaggio lunare" di Nevelson


e mano a mano che si prosegue nella visita i colori diventano più tenui nell'opera di Griffa "6 colori" associati a sei pennellate orizzontali che poi risultano essere sette dato che la prima è uguale all'ultima

fino ad ottenere brillanti tonalità dettate dall'intreccio dadaista cubista e futurista in "Untemhaus", opera giovanile di Dix


alla tela infinita venuta dall'Olimpo, un'ispirazione all'arte classica dalla scritta del cortile della casa di Mantegna a Mantova: parliamo di "Ab Olympo" di Parmigianni, un anello di tela bianca con al centro inscritto un'iride azzurra che vuole rappresentare il cielo, la volta celeste, a mio parere di un'originalità e bellezza assoluta


Le forme geometriche predominano nella semplice arte di Boetti "Rotolo di Cartone Ondulato" che proprio per la sua semplicità si contrappone all'energetica opera di Jorn "Teste", e appaiono disarticolate come i solidi geometrici di Gallizio in "Vita senza Fine" e nei quadrati e rettangoli di Reggiano nella sua "Composizione 5"



Per gli amanti delle Nature Morte ecco quella di Morandi con bottiglie, vasi, brocche (ne riporto solo una)


Picasso con "Natura morta con Melone" ricco in elementi puntiformi, circolari e toni chiari


De Chirico e De Pisis sono presenti rispettivamente con "Natura morta con Salame" e "Natura Morta con quadro e conchiglie"


Assolutamente da non perdere è il quadro di Leger "Un uccello rosso, rami verdi davanti a tronchi d'albero, opera caratterizzata da piena luce e spazi uniformemente colorati


Chagall appare con "Dans mon Pays", un vilaggio russo innevato con la luna dipinta di bianco in un'atmosfera notturna delicata dove il colore blu predomina. Chagall realizzò questo quadro negli Stati Uniti dove si era rifugiato con la sua famiglia per sfuggire alla persecuzione nazista. 



Per quanto riguarda l'arte classica segnalo anche la scultura "Saffo" di Canova


Voglio concludere questa puntata della rubrica in Visita a con il messaggio che propone l'artista De Maria in "Regno dei Fiori Musicali", la fiorita bellezza della Natura rappresentata con stelle, gigli, tonalità multicolori prevalentemente blu, rosso, giallo:



l'Arte diventa gioia e cancella ogni istinto aggressivo. Per questo motivo il mio cuore si riempie di gioia quando trascorro questi momenti magici, culturali, che mi aiutano ad apprendere e ad arricchirmi dentro a Musei, Gallerie, Accademie. Lo consiglio a tutti, piuttosto che blaterare per vie del centro o perdersi in miserie e meschinità, migliora la vita, l'umore e soprattutto la mente.