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venerdì 23 giugno 2017

IN VISITA A.... GAM TORINO

Torino, maggio 2017

Cari amici,

prosegue la raccolta fotografica nei vari musei italiani grazie al decreto del 2014 che permette di scattare foto senza flash alle principali collezioni permanenti (unica cosa giusta del PD da quando è al governo). Oggi vi parlerò della Galleria di Arte Moderna di Torino meglio nota come GAM che contiene interessanti opere pittoriche e scultoree del 1800 1900. Vi stupirà sicuramente questa collezione in quanto il Museo tende a rinnovarsi continuamente per "spiazzare" positivamente i visitatori; non troverete infatti i classici Chagall, Picasso, Kandinsky ma avrete a che fare con artisti misteriosi, originali, enigmatici che, per le persone come me che in ogni caso amano questo genere, possono offrire spunti per apprendere e apprezzare stili nuovi. Per questo motivo ho deciso dunque di raccontarvi il percorso partendo dalla complessità fino alla semplicità dei quadri esposti. Iniziamo dunque dalle composizioni intitolate con codici come Composizione T50 di Hartung. Il numero rappresenta l'anno di nascita del pittore, i colori spinti (predominanti azzurro e marrone) entrano in collisione, a zig zag come a rappresentare una saetta e il graffio di un gatto. 


Il ritmo e la ripetizione si notano anche in Labirinto, opera di Carla Accardi caratterizzata da segni in bianco e nero


Nell'opera Superficie 141 di Capogrossi i segni invece sono costituiti da elementi probabilmente forconi, ganci, pettini disposti secondo un ordine ben definito in uno stile simile a quello di Mondrian seppur più ricco, che può ispirare fantasia, trasmettere calma ma anche esasperazione. 



Di Capogrossi anche la Superificie 213 che ha lo stesso significato della superficie sopra descritta seppur con un giallo predominante, colore presente anche in Veronesi nella Composizione 6 caratterizzata dal dinamismo delle linee




Enigmatici sono pure i segni delineati da Tilson, stile Pop Art nel suo Spin Disc

Per gli amanti della pittura del 1800 spiccano sicuramente Hayez come al museo del 900 di milano e alla Galleria dell'Accademia di Venezia con il ritratto dell'amante malata Carolina Zucchi, figlia del ragioner Zucchi che accoglieva nella propria casa artisti tra cui Donizetti e Bellini. Nonostante la malattia, la donna viene dipinta con uno sguardo lievemente sorridente.


Non è il bacio di Hayez qui che troverete ma il bacio di Picabia che raffigura due figure brutte a simboleggiare la Società e l'Industria di quel tempo. La donna bacia appassionatamente l'uomo che sembra appagato.

La pittura del 1800 esposta alla GAM presenta opere naturalistiche quali lo spettacolo della natura perturbata dal temporale di Camino


le scogliere di Portovenere di Corsi di Bonasco di ispirazione fiamminga, pittore che prediligeva i paesaggi marini tempestosi


la Processione mattinale fra gli Ulivi a Sanremo di Falchetti, un paesaggio animato che fa pensare al puntinismo se notiamo attentamente i puntini raffigurati sull'albero


Uno stile fluido, commovente, basato sul chiaroscuro a richiamare talvolta la pittura di Turner e Constable è presente nel pittore Fontanesi con atmosfere romantiche e ricche di malinconia e sensibilità come riportato in ordine qui sotto in "Novembre", "Aprile", "Due alberi", "Luminoso" e "Palude"







un pò come nel pittore biellese Delleani nel "Molo" anche se in questo caso i colori appaiono leggermente più brillanti


Di fine 800 il "Ritratto del figlio Pierre" di Renoir sul tema della maternità, il dipingere la vita con luce e colore, icona centrale dell'artista francese, uno dei massimi esponenti dell'Impressionismo


Colpisce molto la luce e l'ombra nella "Deposizione di Papa Silverio" dove il pontefice subisce l'umiliazione della sconfitta, l'angoscia, lo scherno e il tormento, temi ricorrenti anche nell'"Immagine del Tempo 2" di Vedova, in Appel "La Testa del Sole"e nel nero di "Humbaba" di Kiefer ispirato ad una divinità assiro-babilonese. Lo stile di Vedova qui a Torino a mio giudizio è comunque meno misterioso e angosciante di quello presentato al Magazzino del Sale - Punta della Dogana a Venezia.





Temi più tranquilli ispirati alla vita in città seppur con una pittura vibrante sono proposti da Junck in "A teatro" su consiglio dell'amico Cremona autore del quadro "L'Edera"maggiore interprete della scapigliatura. L'edera simboleggia la passione dettata dall'abbraccio delle due persone raffigurate. Junck stesso viene raffigurato proprio da Cremona. 




Il nero oscuro è originale nell'opera del 1959 "Paesaggio lunare" di Nevelson


e mano a mano che si prosegue nella visita i colori diventano più tenui nell'opera di Griffa "6 colori" associati a sei pennellate orizzontali che poi risultano essere sette dato che la prima è uguale all'ultima

fino ad ottenere brillanti tonalità dettate dall'intreccio dadaista cubista e futurista in "Untemhaus", opera giovanile di Dix


alla tela infinita venuta dall'Olimpo, un'ispirazione all'arte classica dalla scritta del cortile della casa di Mantegna a Mantova: parliamo di "Ab Olympo" di Parmigianni, un anello di tela bianca con al centro inscritto un'iride azzurra che vuole rappresentare il cielo, la volta celeste, a mio parere di un'originalità e bellezza assoluta


Le forme geometriche predominano nella semplice arte di Boetti "Rotolo di Cartone Ondulato" che proprio per la sua semplicità si contrappone all'energetica opera di Jorn "Teste", e appaiono disarticolate come i solidi geometrici di Gallizio in "Vita senza Fine" e nei quadrati e rettangoli di Reggiano nella sua "Composizione 5"



Per gli amanti delle Nature Morte ecco quella di Morandi con bottiglie, vasi, brocche (ne riporto solo una)


Picasso con "Natura morta con Melone" ricco in elementi puntiformi, circolari e toni chiari


De Chirico e De Pisis sono presenti rispettivamente con "Natura morta con Salame" e "Natura Morta con quadro e conchiglie"


Assolutamente da non perdere è il quadro di Leger "Un uccello rosso, rami verdi davanti a tronchi d'albero, opera caratterizzata da piena luce e spazi uniformemente colorati


Chagall appare con "Dans mon Pays", un vilaggio russo innevato con la luna dipinta di bianco in un'atmosfera notturna delicata dove il colore blu predomina. Chagall realizzò questo quadro negli Stati Uniti dove si era rifugiato con la sua famiglia per sfuggire alla persecuzione nazista. 



Per quanto riguarda l'arte classica segnalo anche la scultura "Saffo" di Canova


Voglio concludere questa puntata della rubrica in Visita a con il messaggio che propone l'artista De Maria in "Regno dei Fiori Musicali", la fiorita bellezza della Natura rappresentata con stelle, gigli, tonalità multicolori prevalentemente blu, rosso, giallo:



l'Arte diventa gioia e cancella ogni istinto aggressivo. Per questo motivo il mio cuore si riempie di gioia quando trascorro questi momenti magici, culturali, che mi aiutano ad apprendere e ad arricchirmi dentro a Musei, Gallerie, Accademie. Lo consiglio a tutti, piuttosto che blaterare per vie del centro o perdersi in miserie e meschinità, migliora la vita, l'umore e soprattutto la mente. 

giovedì 11 maggio 2017

UNA GIORNATA A.... BOLOGNA

Bologna, 26 marzo 2017

Cari amici,

nella beffa di una esposizione fotografica a Roma clamorosamente annullata per via di manifestazioni politiche già da tempo programmate, al fine di non perdere completamente il biglietto del treno abbiamo deciso di programmare una visita nella città di Bologna non ancora fino a quella data eseguita.

La città è molto bella, sicuramente anche per il fatto che molte vie sono pedonali e offrono molto spunto per i fotografi amanti del tema Urban grazie ai portici come ad esempio quello di Viale dell'Indipendenza che culmina in Piazza Maggiore. Gli stucchi e gli ornamenti alle finestre degli edifici sono di una grande eleganza.



























Proprio all'inizio del Viale dell'Indipendenza si trova la piccola Chiesa di San Benedetto con un'Assunzione di Procaccini e opere del manierismo e del barocco bolognese





















Proseguendo merita assolutamente una visita alla Chiesa Metropolitana di San Pietro, la Cattedrale della città. L'edificio è principalmente barocco decorato con mattoncini rossi e in marmo.

La navata centrale è luminosissima, si nota l'altare maggiore in marmi policromi realizzato da Torreggiani con volte a crociera al di sotto delle quali spicca l'Annunciazione di Carracci. Ai lati della porta i leoni che sorreggono l'acquasantiera. Bellissimo il raggio luminoso che attraversa il presbiterio, rende più sublime l'atmosfera, maggiore il raccoglimento in preghiera. L'architetto Torreggiani ha sistemato definitivamente l'interno dell'edificio verso il 1750.

















Alla fine di Viale dell'Indipendenza ci si trova subito accanto alla Basilica di San Petronio, la chiesa principale di Bologna costruita alla fine del 1300 e completata nel 1660.  Nella parte centrale sono presenti le bellissime sculture di Jacopo della Quercia, di una raffinatezza assoluta, con le storie della Genesi e le scene del Nuovo Testamento. Sulla lunetta la Madonna con il Bambino e i Santi Petronio ed Ambrogio. 




















L'interno è semplicemente grandioso, ricco di luce e di contrasti. Vi sono enormi pilastri che suddividono la chiesa in navate che realizzano l'idea dello slancio verticale e vetrate policrome, una di queste caratterizza la cappella Bolognini o dei Re Magi con le storie di Giovanni da Modena, affreschi raffiguranti la Storia della Redenzione e il trionfo della Chiesa sulla Sinagoga, il tutto sul lato sinistro. Il ciborio dell'altare maggiore è opera di Vignola e risale al 1547.


















Sempre sul lato sinistro si trova l'opera di Parmigianino del 1527, San Rocco e un donatore nell'intento di ringraziare Dio per la guarigione dalla peste.



Nella navata destra è possibile osservare il coro intarsiato di San Domenico, la cappella dell'Immacolata e di San Girolamo quest'ultima attribuita a Lorenzo Costa, la cappella di San Lorenzo con la Pietà di Aspertini, la cappella di Santa Brigida con il polittico Garelli,  la transenna marmorea con in cima due leoni e la cappella delle reliquie. Ve li propongo in ordine descritto. 















Nell'immediata vicinanza delle due Torri consiglio vivamente una visita alla Chiesa di San Bartolomeo e Gaetano che conserva al suo interno l'antica raffigurazione della Madonna attribuita a Lippo da Dalmasio e le Pie Donne di Varotti





Restando in tema di portici, assolutamente da vedere il quadriportico della Chiesa di Santa Maria dei Servi con eleganti colonne marmoree. Colpo diFortuna:  all'interno della Chiesa proprio in quei giorni è stata restaurata la Madonna realizzata da Cimabue, un'opera bruciata involontariamente dalle candele accese dai fedeli. 





Il nostro giro prosegue in direzione della Basilica di Santo Stefano, il famoso complesso delle sette chiese una dentro l'altra. Il chiostro medievale è impreziosito dalle rose circostanti. Tra queste sette chiese da notare la Basilica del Sepolcro in cui sono conservate le reliquie di San Petronio e la cripta; alcuni affreschi probabilmente attribuiti a Lippo da Dalmasio, la cappella di San Girolamo. 











Unico neo della giornata, non aver potuto ammirare le opere della Pinacoteca chiusa nonostante la giornata FAI. Vorrà dire che si tornerà. Il tempo stringe e la Frecciabianca ci deve ricondurre a Milano. A modo mio come cantava Lucio Dalla nella sua Piazza Grande ho dipinto Bologna e spero la trattazione sia stata di vostro gradimento. Alla stazione ferroviaria non resta che rivolgere una preghiera per le vittime della strage del 1980 con un pensiero particolare alla prarolese Rossella Marceddu. 




Bologna non dimentica. Nessuno deve dimenticare.