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martedì 3 ottobre 2017

LA DESARPA DI VALTOURNENCHE: EMOZIONI E SORRISI

Valtournenche, 30 settembre 2017

Cari amici,

dopo circa un mese sono riuscita a tornare nella Terra che sento mia, la Terra di adozione che mi ha accolto come una vera e propria figlia in occasione della sedicesima edizione della Desarpa, la festa di fine stagione estiva del mondo agricolo e rurale valdostano.



La manifestazione ha inizio con la sfilata delle Autorità seguite dalle guide alpine e dai maestri di sci, dei Volontari del Soccorso nella via principale di Valtournenche che si anima subito grazie alla musica e ai costumi di vari gruppi folkloristici provenienti da tutta la Valle d'Aosta. 








Un'atmosfera di euforia, allegria si diffonde subito nel Borgo, lo si capisce dalla complicità, dai sorrisi, dalle semplicità dei volti di coloro che amministrano magnificamente il paese e promotori dell'evento, persone umili, innamorate del proprio territorio con un grande spirito di squadra, la strategia vincente non solo nello sport ma soprattutto in politica.




Ed ecco finalmente il magico suono dei campanacci, ha inizio la discesa degli animali dai vari alpeggi, mucche, pecore, capre, ha inizio il significato della Desarpa, l'estate sta finendo e il bestiame ritorna a fondo valle con uno sguardo dolce, in tutta tranquillità, alcuni capi con i loro piccoli, alcuni ancora innamorati. L'amore che questa Valle trasmette è qualcosa di incredibilmente sublime, profondo che non conosce limite. Bellissime le decorazioni che accompagnano molti di questi animali. 
















Con il nostro arrivo a Maen, culmine della festa, l'estate è davvero finita. L'aria è più fredda e iniziano a vedersi i colori autunnali  sul Lago e sul Panorama circostante







E' sempre difficile per me ogni volta tornare indietro, non immaginate quanto.Eppure credetemi non posso fare diversamente.  Ci sono delle tradizioni locali, dei paesaggi incantevoli che rimangono per sempre nel proprio cuore soprattutto quando ti fanno sentire a casa propria. Credenti o meno sono da seguire le parole di un canto valdostano in francese dedicato alla Madonna "Vie et douceur de notre vie amère" e la frase di un Salmo "Come cantare i canti del Signore in terra straniera? Se ti dimentico Gerusalemme si paralizzi la mia destra". Sono esattamente le sensazioni che sto provando ora, da molto tempo. Nel dolore e nella fatica quotidiana le dolci invocazioni e la speranza di ritornare presto siano la forza per portare avanti il cammino nel disagio cittadino tenendo sempre presenti le parole dell'Abbé Gorret 


Pour un Valtornen son village de Valtournenche sera toujours au centre du monde. Qualsiasi strada mi riserverà la sorte, vicino o lontano da questo posto, il mio cuore risiede e sarà sempre lì con loro.











mercoledì 30 agosto 2017

VALTOURNENCHE & CERVINIA SEMPRE INSIEME

Un unico Comune raggruppa due località valdostane nella Valle dominata dal Suo Re, il Cervino.  Siamo a Valtournenche e a Cervinia dai 1500 ai 2050 metri sul livello del mare. Tutto attorno regna la pace, la serenità, l’armonia come in una favola. Montagne incantate, fiori, ruscelli, riflessi magici nell’acqua del Lago Blu, due località magnificamente amministrate in perfetto ordine che meritano di essere conosciute in tutto il mondo.  Anche se l’inverno è (in teoria) lungo non mancano scorci suggestivi dagli impianti delle Cime Bianche appena sopra Valtournenche con lo scenario della Grande Muraille che separa la Valtournenche stessa dalla Valpelline. 




















La Dent d’Herens è la vetta predominante.



La candida neve permette di trascorrere agli appassionati di sci giornate fantastiche sulle piste e ispira gli amanti della fotografia che possono immortalare le maestose Cime da numerose angolazioni. Da questa location è possibile ammirare dall’alto la piccola frazione Maen, dialettalmente nota come Lo Coer de Votornen (Il cuore di Valtournenche) dove si trova un piccolo ma bellissimo lago che all’arrivo del primo disgelo inizia a variare la tonalità dell’acqua dall’azzurro al verde smeraldo.




















Il Sole scalda non solo il paesaggio circostante ma anche il proprio cuore pieno di gioia






















e l’anima trova finalmente la sua pace ed è proprio al ritorno della primavera e dell’estate che Madre Natura ci colma dei Suoi più preziosi doni: i colori. L’azzurro del Lago Blu appena arrivati a Cervinia laddove il Cervino si riflette nelle sue più romantiche sfumature, 























le meravigliose fioriere allestite con cura dagli amministratori comunali in primo piano fanno da cornice alla Gran Becca, alla Muraglia e alla cresta Furggen da svariati angoli della conca del Breuil. 


























Le marmotte si risvegliano e si scambiano tenerezze solo come gli animali sanno fare, si può passeggiare tra i sentieri anche a cavallo e rilassarsi tra i prati del maneggio ristorante Alpage 






























anche se a volte il clima cambia repentinamente ed è probabile degustare una fetta di anguria in pieno agosto con la neve tutto attorno!! 





















Per non parlare poi della magia dell'autunno e del suo splendido arancione. 






Non ci stanchiamo mai di guardare il cielo dall’aurora al tramonto, un canto d’amore come dice una melodia religiosa locale, quelle nuvole così originali, a volte a parabola cartesiana, sembrano fin sorridere, 















































quel paesaggio mattutino al calar della Luna fino all’ultimo suo spicchio così incredibile così fantastico fino alla notte stellata con l’Orsa Maggiore e gli astri sopra al Cervino. Dolce notte senza le tenebre, i sogni sono quelli più belli, più romantici. Quanto commuove Madre Natura in questo piccolo Paradiso. 



























Ed é proprio nel piccolo che nascono le cose più belle e grandi, in tutta umiltà e semplicità, quelle doti del Sindaco e della Sua Giunta che non  fanno mai sfoggio della loro autorità, ma che ascoltano e accolgono tutti residenti o meno facendo sentir parte viva della comunità, delle tradizioni locali. 




















Come dice il loro motto, sempre insieme, sempre più belle le due località unite come nel mio collage anzi todzor enseumblo alla patois, alla Votornentse!!